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PROLEGOMENI ALL’AUTENTICA TECNICA DELL’AFFRESCO STORICO

PROLEGOMENI ALL’AUTENTICA TECNICA DELL’AFFRESCO STORICO

Attualmente la VERA tecnica dell’affresco storico si sta via via estinguendo, i fattori sono molteplici.
Noi imputiamo questa morte lenta e silenziosa all’inettitudine di molte accademie artistiche che preferiscono voltarsi da un’altra parte e non guardare, piuttosto che sporcarsi le mani con l’ idrossido di calcio e le sue problematiche.

Spezziamo anche una lancia a favore di quelli che preferiscono volgere lo sguardo altrove e insegnare altro, ribadendo che non è di certo una tecnica di semplice comprensione ed esecuzione, e secondo noi, la crisi artistica del XX secolo ha definitivamente ucciso tale tecnica, considerata parte del passato.
Eppure è una delle poche applicazioni artistiche, se non l’unica ad avere una longevità (se ben eseguita) quasi illimitata, poiché è l’unica tecnica che ingloba chimicamente il colore nel supporto (intonaco-muro), dandogli l’immortalità che non avrebbero le altre tecniche pittoriche (pittura ad olio compresa)

Oggi la crisi artistica e il superficiale approccio all’arte porta a confondere spesso l’autentica tecnica di affresco storico, con la meno complessa e meno duratura tecnica della pittura muraria.
Ricordiamo che il fresco storico si realizza dipingendo direttamente sull’ultimo strato di intonaco (tonachino) IN FASE DI ASCIUGATURA!!!
Questo permette ai pigmenti di integrarsi e di fondersi grazie alla carbonatazione con il muro.
Esso sarà così resistente al deterioramento e quindi più longevo di una semplice pittura muraria.
Per far scomparire una pittura superficiale su parete, basta che  i molteplici fattori antagonisti (umidità, calore, agenti straordinari ecc) vadano ad inficiare sulla superficie dipinta, per far si che il film dipinto, si stacchi o si deteriori con estrema semplicità.
La pittura a fresco se ben eseguita non si danneggia facilmente, i fattori antagonisti possono al massimo alterare le cromie con i decenni e con i secoli, ma l’opera resta intatta.

Al di là dei vari passaggi esecutivi teorici, che (per fortuna) ad oggi  vengono divulgati in rete da coloro che capiscono l’importanza di questa tecnica, possiamo annoverare le principali difficoltà esecutive, che non sono di facile studio ma sormontabili solo dopo tanta pratica, riassumibili in due problematiche:

– La difficoltà dovuta alla velocità di esecuzione per via dei stretti tempi di realizzazione, causa carbonatazione
– La modifica cromatica successiva alla carbonatazione.

La Carbonatazione come si può ben capire, è il peggiore “nemico” dell’affresco, risolvere i due problemi sopra citati non è di certo una pratica facile per chi si è avvicinato da poco all’arte pittorica.
Serve avere una buona tecnica commista ad una  buona velocità di esecuzione, a cui si deve aggiungere anche una giusta conoscenza delle caratteristiche chimiche dei vari pigmenti che si andranno ad utilizzare.

Curiosità: Ci è noto da diverse fonti accreditate, che addirittura Leonardo da Vinci, non si trovava a suo agio con la tecnica dell’affresco. Il suo peggior nemico era proprio la carbonatazione della calce, che non era compatibile con il suo stile pittorico che nelle altre opere (ad olio per esempio) appare molto rifinito, ricco di velature.  Per questo motivo pochi sanno che Leonardo non fece mai autentici affreschi (a differenza di Michelangelo Buonarroti ad esempio).
Inventò una variante di affresco, utilizzando sia tempera che olio in sostituzione della vera tecnica storica, che non era compatibile con il suo stile.

Ma allora il Cenacolo  Vinciano non è un affresco?

NON è UN AFFRESCO! E’ una pittura muraria fatta con tecnica mista sperimentale, messa a punto dal più grande genio dell’umanità per cercare di emulare la longevità dell’affresco storico avendo però un applicazione più agevole e non avendo i tempi di asciugatura strettissimi e le modifiche cromatiche dati dalla carbonatazione.
Purtroppo il riscontro che si ebbe con questa  tecnica non fu ottimale, questo si nota nel Cenacolo stesso. La grande umidità del sito (Santuario di Santa Maria delle Grazie – Milano)  e la tecnica non proprio duratura (a differenza della vera tecnica dell’affresco storico) hanno fatto si che il Cenacolo Vinciano versa da secoli in un cattivo stato di conservazione, ripetutamente restaurato e tenuto in vita dai lunghi restauri che ha ricevuto.

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